Dopo aver analizzato le condizioni generali del bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica, il passaggio successivo è capire quali spese possono essere inserite nel piano di investimento.
Questo aspetto è fondamentale perché non basta avere accesso alla misura: per ottenere e mantenere l’agevolazione, il budget deve essere costruito correttamente e le spese devono essere coerenti con le regole SIMEST.
In questo articolo vediamo in modo pratico quali sono le principali categorie di spesa ammissibili, come funziona la quota di rafforzamento patrimoniale e quali attenzioni servono in fase di rendicontazione.
KPS Financial Lab supporta le imprese nella costruzione del budget, nell’inquadramento delle spese nelle corrette categorie e nella gestione della documentazione necessaria per la domanda e la successiva rendicontazione.
In breve: il bando può finanziare investimenti digitali, ecologici, energetici, produttivi e patrimoniali. La costruzione corretta del budget è uno degli elementi più importanti per presentare una domanda solida e rendicontabile.
Le principali categorie di spesa ammissibili
Il bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica finanzia principalmente tre grandi categorie di spesa:
| Categoria | Cosa comprende |
|---|---|
| Transizione digitale | Investimenti per digitalizzare processi, sistemi aziendali, attrezzature tecnologiche, software, cybersecurity, industria 4.0 e consulenze digitali. |
| Transizione ecologica | Investimenti per sostenibilità ambientale, efficientamento energetico, efficientamento idrico, certificazioni ambientali e diagnosi energetica. |
| Rafforzamento patrimoniale | Investimenti materiali, immateriali e, in alcuni casi, interventi su controllate tramite capitale sociale o finanziamenti soci. |
La distinzione tra queste categorie è importante perché il bando prevede percentuali e limiti diversi a seconda della tipologia di investimento. Per questo motivo, nella costruzione del progetto non basta indicare un importo complessivo: occorre capire dove collocare correttamente ogni spesa.

Spese per la transizione digitale
Le spese per la transizione digitale riguardano gli investimenti finalizzati a migliorare i processi aziendali attraverso tecnologie, software, attrezzature e strumenti digitali.
Tra gli esempi di spese che possono rientrare in questa categoria troviamo:
- software gestionali, ERP, MES, CRM e piattaforme digitali;
- hardware, server, dispositivi e attrezzature tecnologiche;
- sistemi per raccolta dati, controllo produzione e interconnessione;
- cybersecurity, business continuity e disaster recovery;
- cloud, big data, analisi dei dati e sistemi cyber-fisici;
- robotica avanzata e collaborativa;
- realtà aumentata, realtà virtuale, simulazione e manifattura additiva;
- consulenze digitali e certificazioni collegate agli investimenti del progetto.
In pratica, rientrano molte spese che un’impresa sostiene per digitalizzare i processi, migliorare la gestione dei dati, aumentare l’automazione o rafforzare la sicurezza informatica.
Spese per la transizione ecologica ed energetica
Le spese per la transizione ecologica riguardano gli investimenti collegati alla sostenibilità ambientale, alla riduzione dei consumi e al miglioramento dell’efficienza energetica o idrica dell’impresa.
Tra gli esempi di spese valutabili rientrano:
- interventi di efficientamento energetico;
- interventi di efficientamento idrico;
- tecnologie per ridurre consumi e impatti ambientali;
- investimenti per la sostenibilità ambientale e sociale;
- certificazioni ambientali collegate al progetto;
- diagnosi energetica conforme ai requisiti previsti.
Questa categoria è particolarmente rilevante per le imprese che vogliono accedere alle condizioni più favorevoli del bando. Come spiegato nell’articolo generale sul bando SIMEST, il percorso di efficientamento energetico può incidere anche sull’accesso al 20% a fondo perduto e sul requisito export ridotto.
La diagnosi energetica, quando necessaria, deve essere predisposta correttamente e in coerenza con quanto richiesto dalla procedura SIMEST. KPS Financial Lab può supportare l’impresa anche in questa fase grazie a professionisti dedicati.

Rafforzamento patrimoniale: la parte da costruire con attenzione
Oltre agli investimenti digitali ed ecologici, il bando consente di inserire anche spese volte al rafforzamento patrimoniale dell’impresa, nei limiti e nelle percentuali previste dalla misura.
La regola ordinaria prevede che almeno il 50% dell’importo deliberato sia destinato a investimenti digitali e/o ecologici. La parte restante, fino al 50%, può essere destinata a ulteriori investimenti di rafforzamento patrimoniale.
Per le imprese energivore o efficientate è prevista una premialità importante: la quota destinabile al rafforzamento patrimoniale può arrivare fino al 90% dell’importo deliberato.
| Casistica | Quota potenziale per rafforzamento patrimoniale |
|---|---|
| Regola ordinaria | Fino al 50% dell’importo deliberato |
| Imprese energivore o efficientate | Fino al 90% dell’importo deliberato |
Questo aspetto può cambiare in modo significativo la costruzione del budget. Per un’impresa energivora o con percorso di efficientamento energetico, infatti, il progetto può lasciare molto più spazio a investimenti patrimoniali rispetto alla regola ordinaria.
Tra gli investimenti patrimoniali possono rientrare immobilizzazioni materiali e immateriali, con esclusione dell’avviamento, e alcune immobilizzazioni finanziarie limitate a incrementi di capitale sociale o finanziamenti soci verso società controllate, nei limiti previsti dalla circolare.
Attenzione: la quota patrimoniale non va interpretata come una categoria libera in cui inserire qualsiasi spesa. Gli investimenti devono essere coerenti con il programma, correttamente documentati e classificati secondo le regole SIMEST.

Esempi pratici di spese da inserire nel budget
Per costruire il budget è utile partire dagli investimenti previsti e capire in quale categoria potrebbero rientrare.
| Spesa prevista | Categoria indicativa |
|---|---|
| Software gestionali, ERP, MES, CRM, cybersecurity, cloud o sistemi di raccolta dati | Transizione digitale |
| Efficientamento energetico, diagnosi energetica o certificazioni ambientali | Transizione ecologica |
| Macchinari, attrezzature, investimenti produttivi, immobili o aree produttive | Rafforzamento patrimoniale / investimento produttivo |
| Incrementi di capitale o finanziamenti soci verso controllate | Rafforzamento patrimoniale, nei limiti previsti |
Questa classificazione è solo indicativa: la stessa voce di investimento può dover essere valutata in modo diverso a seconda della natura del progetto, della documentazione disponibile e delle regole previste dalla circolare.
Spese consulenziali e costi di supporto
Il bando prevede anche alcune spese consulenziali, ma solo se collegate al progetto e nei limiti previsti dalla circolare.
Tra le spese valutabili rientrano, ad esempio, le consulenze professionali per verifiche di conformità ambientale e le consulenze finalizzate alla presentazione e gestione della richiesta di intervento agevolativo.
Le spese di consulenza per la presentazione e gestione della domanda e per le asseverazioni possono essere riconosciute fino a un massimo del 5% dell’importo deliberato e comunque non oltre 100.000 euro, secondo le condizioni previste dalla circolare.
È importante ricordare che le consulenze devono essere effettivamente collegate al progetto e non devono rappresentare costi ordinari, continuativi o periodici dell’impresa.
Spese escluse o da valutare con attenzione
Il bando non serve a coprire la gestione ordinaria dell’impresa. Deve finanziare un programma di investimento coerente, documentabile e collegato agli obiettivi della misura.
Tra le spese escluse o da valutare con particolare attenzione rientrano:
- spese correnti dell’impresa;
- spese per personale ordinario o soggetti riferibili all’impresa;
- consulenze continuative o periodiche;
- consulenza fiscale, legale o pubblicità ordinaria;
- spese direttamente connesse all’attività commerciale ordinaria, come assistenza post-vendita, trasporto o stoccaggio merci;
- spese non pertinenti al programma;
- spese oggetto di altra agevolazione pubblica non cumulabile.
In pratica: una spesa può essere utile per l’azienda, ma non essere automaticamente ammissibile nel bando. Per questo è importante costruire il budget prima di procedere con la domanda.
Rendicontazione: attenzione a CUP e conto corrente dedicato
Un altro aspetto fondamentale riguarda la rendicontazione. Non basta che una spesa sia teoricamente ammissibile: deve anche essere sostenuta, pagata e documentata correttamente.
In particolare, le spese devono essere:
- effettuate nel periodo di realizzazione previsto;
- pagate secondo le modalità ammesse dalla circolare;
- documentate con fatture o documenti fiscalmente validi;
- tracciate tramite conto corrente dedicato, salvo specifiche deroghe previste;
- collegate al programma approvato;
- rendicontate entro i termini previsti.
Fatture e bonifici devono riportare il CUP assegnato. L’assenza del CUP sui documenti richiesti può comportare l’inammissibilità della singola spesa.
Questo è uno dei motivi per cui la gestione operativa della pratica è importante quanto la presentazione della domanda: errori nella documentazione, nei pagamenti o nella rendicontazione possono compromettere il riconoscimento delle spese.

Come KPS Financial Lab supporta l’impresa
KPS Financial Lab supporta l’impresa nella costruzione del budget, nell’inquadramento delle spese ammissibili e nella gestione della documentazione necessaria per la domanda e la rendicontazione.
Il supporto è utile perché una spesa può essere interessante per l’azienda, ma non essere automaticamente ammissibile nel bando, oppure può diventare non riconoscibile se pagata o documentata in modo non corretto.
Una buona impostazione iniziale riduce il rischio di errori e permette di arrivare alla rendicontazione con un progetto più solido e più facilmente documentabile.
In sintesi
Il bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica può finanziare diverse tipologie di investimento, ma la corretta costruzione del budget è fondamentale.
Gli elementi principali da tenere presenti sono:
- le spese devono essere coerenti con le categorie previste dal bando;
- gli investimenti digitali ed ecologici hanno un ruolo centrale nella struttura del progetto;
- la quota patrimoniale può arrivare fino al 90% per imprese energivore o efficientate;
- le spese devono essere documentate, pagate e rendicontate correttamente;
- CUP, conto corrente dedicato e documentazione fiscale sono elementi fondamentali per evitare problemi in fase di rendicontazione.
Per una panoramica generale su fondo perduto, requisito export e premialità, puoi leggere anche l’articolo dedicato: Bando SIMEST Transizione Digitale o Ecologica: fino al 20% a fondo perduto e finanziamento agevolato intorno allo 0,3%.
Vuoi costruire correttamente il budget del progetto?
KPS Financial Lab può supportarti nella valutazione degli investimenti previsti, nell’inquadramento delle spese ammissibili e nella gestione della domanda SIMEST.
Una verifica iniziale consente di capire quali spese possono essere inserite, come costruire il budget e quali documenti servono per procedere.
Fonte: Circolare SIMEST Fondo 394/81 – Transizione Digitale o Ecologica, aggiornamento 31 marzo 2026.



